Acanthurus Leucosternon - Coral reef discus Stendker pesci marini

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Acanthurus Leucosternon

LE SCHEDE DEI PESCI MARINI

FAMIGLIA
Acanthuridae  Nome scientifico
Acanthurus leucosternon  Nome comune
Pesce chirurgo White-breasted
Difficoltà


Compatibilità

Luce



Classe: Actinopterygii  
Sub Class: Neopterygii
Ranking: Perciformes  
Genere:
Acanthurus  leucosternon
Specie: leucosternon
1 Descrizione: Bennett, 1833
Distribuzione: Endemica l'Oceano Indiano: si verifica in Africa orientale, a sud di Indonesia, sulle barriere coralline e coste rocciose coperte di alghe, dove vi è cibo abbondante tra 0,5 e 25 metri di profondità. Di solito solitario e territoriale, si possono formare comunità o banche.
Descrizione: Acanthurus leucosternon è caratterizzata da un cielo blu con corpo in acciaio blu, testa nera e bianca gola e al petto. Le pinne dorsali e pettorali sono di colore giallo, mentre la coda è una miscela di blu, bianco e nero. Si noti la presenza di bisturi presente sul peduncolo caudale, il suo nome scientifico deriva dal greco, Acanthurus, che significa "spina". Questo chirurgo può raggiungere i 30 cm, ma in cattività è generalmente più piccole (da 15 a 23 cm).  
Caratteristiche: In the Wild, A. leucosternon nutre quasi esclusivamente su materiale vegetale che sfiora tutto il giorno. Partecipa in tal modo l'equilibrio delle barriere naturali che senza questi erbivori sarebbe rapidamente invaso dalle alghe. In cattività ha nuotato senza sosta tutto il giorno per trovare il suo cibo e sembra accettare tutti i tipi di piante (mais insalata, spinaci, broccoli, carote, finemente triturati, ecc.) Crostacei, ma anche di piccole dimensioni (mysids, Enchytrraeidae, gamberetti di acqua salata, ... ) o durante il congelamento-fiocchi essiccati.  
Manutenzione A causa del suo stile di vita in genere solitario, il suo temperamento aggressivo e territoriale Acanthurus leucosternon richiede un grande campo di evoluzione. Un grande acquario incorporato in "pilastri scogliera" di grotte e attrezzato per il pesce a girare intorno al paesaggio e rifugiarsi in caso di necessità sembra essere un buon inizio. Il suo inter-e intra-medie specifiche. Essa non dovrebbe introdurre più di un esemplare per ogni serbatoio e evitare di mettere in presenza di Ancanthuridés altri. Noi cerchiamo di avere un vassoio perfettamente stabile e dinamica delle acque e ben ossigenate. Cambiamenti nella qualità delle acque e lo stress sono fattori che indeboliscono il pesce e causare la comparsa di macchie bianche. Data la sua suscettibilità alla malattia, da un lato e le sue esigenze dietetiche D'altra parte, acclimatazione svolge un ruolo importante nel mantenimento corretto di questo pesce. Non esitate a prolungare la sua permanenza con il rivenditore e non impone uno stress aggiuntivo. Scegli la tua esemplare deve essere luminoso, colorato, senza alcun punto di bianco. Come molti chirurghi, ha espresso i suoi umori da cambiare il colore del suo capo, un colore giallo indica una situazione di stress o di carenza.  
Moltiplicazione Se non mi sbaglio, la sua riproduzione non è stata ancora successo in cattività.
Note: Sicuramente interessante, il chirurgo non ha alcun posto nel cassetto di un principiante. Il successo della sua manutenzione può essere ottenuto mettendo in un ben preparata con un sacco di roccia viva ricoperto di alghe. Posto in buone condizioni, si avrà la gioia di osservare per diversi anni.


Nome latino
Acanthurus Leucosternon
Nome comune
Pesce chirurgo blu
Dimensioni
Massima 25 cm. In acquario a partire da 10 cm.
Valori dell' acqua
Temp. 28° / 30° Densità 1018 / 1022 PH 8.4
Abitudini e compatibilità

Pesce appartenente alla famiglia degli Acanturidi, proveniente dall'oceano Indiano, di media grande dimensione, molto colorato e robusto, adatto alla convivenza con pesci di barriera di altre razze ma difficilmente con altri Acanturidi di colore differente, mai con suoi simili né con A. Glaucopareius né con A. Japonicus.

Corpo molto appiattito, abbastanza allungato, livrea di color azzurro intenso, con la gola bianca, la pinna dorsale è completamente gialla come il peduncolo caudale, la pinna caudale bianca con due barre verticali nere, le pinne sono orlate di turchese, ben evidente lo scudetto tipico degli Acanturidi.

Difficile da acclimatare, ma una volta ben ambientato è onnivoro, predilige mangime secco in granuli o surgelato, artemie saline, chironomus ma soprattutto le apposite sfoglie di alghe liofilizzate ed anche foglie di insalata, spinaci bolliti.

Necessita di una vasca molto grande in proporzione alle sue dimensioni, in quanto nuota volentieri nell'acquario, ma anche di rifugi e nascondigli; con acqua ben filtrata ed aereata.

Mediocremente resistente alle malattie, soffre per attacchi di oodinium e per valori eccessivi di nitrati e fosfati e per il PH basso, sono pertanto consigliabili cambi parziali con sifonatura del fondo, trattamenti con ozono ed aggiunte regolari di oligoelementi e vitamine.

Come tutti gli Acanturidi, convive abbastanza bene con gli invertebrati.  

Nome scientifico
Acanthurus leucosternon



Famiglia
Acanthuridae



Lunghezza
In natura è lungo massimo 30 cm, mentre in cattivi



Luogo di provenienza
Arcipelago Indo-Australiano e Oceano Indiano.



Biotopo
Gli esemplari vivono nelle barriere coralline (anche morte) e in zone rocciose dove la concentrazione di alghe è più intensa.

Comportamneto in natura
I branchi di questa specie sono composti da un minimo di 6 pesci a un massimo di 30.
In tali gruppi si consumano innumerevoli scaramucce di natura perlopiù intimidatoria: quando 2 esemplari entrano in stretto contatto, tendono ad abbozzare degli attacchi, senza però toccarsi.
In genere prediligono acque calme e, nel caso di esemplari giovani, nuotano in acque bassissime nei pressi della costa, nonchè in pozzanghere lasciate dalla bassa marea.
Analogamente ad altre specie, quali Acanthurus glaucopareius e Acanthurus japonicus, mantengono a una distanza minima di 40 cm l'uno dall'altro.
In età adulta gli esemplari si nutrono prevalentemente di alghe; l'assimilazione di tali vegetali è favorita dall'apparato intestinale piuttosto allungato, inoltre la particolare conformazione dentale, a forma di spatola seghettata, permette ad essi di tagliuzzare anche i campioni vegetali più piccoli (problematica, invece, la triturazione di piante lunghe), operazione che li vede impegnati per tutta la giornata.
Durante il periodo della riproduzione, nuotano compatti in modo frenetico, finchè al tramonto, gruppi sparuti di pesci abbandonano il branco per dirigersi verso la superficie, dove espellono le uova e lo sperma.
L'espulsione delle uova e dello sperma è probabilmente facilitata dalla diminuzione della pressione all'interno della vescica natatoria, quest'ultima operazione resa possibile dal moto rapido verso la superficie.
Le uova galleggiano sulla superficie marina con l'ausilio di una particolare goccia oleosa e in poco tempo si schiudono rivelando le larve.
Il tempo di sviluppo di queste ultime è di 26 ore e si manifesta in varie fasi: inizialmente la larva, lunga appena 2 mm, trae sostentamento, per alcuni giorni, dal sacco vitellino, dopodichè evolve al secondo stadio denominato Acronurus.
Dopo poche settimane, la larva assume le fattezze di un minuscolo pesciolino, lungo circa 20 mm, che si nutre principalmente di piccolissimi organismi planctonici.
Anatomicamente parlando, la larva Acronurus non è munita di squame bensì di listelli cornei posti verticalmente sui fianchi.
Essa ha un aspetto trasparente e presentano raggi veleniferi nella prima pinna dorsale, in quella anale, nonchè in quelle pettorali.
La livrea muta cromaticamente in modo definitivo quando l'animale raggiunge una lunghezza di circa una decina di cm.


Allevamento
Data la difficoltà ad acclimatarsi da parte di alcuni esemplari, è opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali; sono ottimi per cercare di limitare la crescita delle alghe verdi filamentose nell' acquario. Purtroppo accettano difficilmente come cibo altri tipi di alghe infestanti come le cyanobatterie.
Ai fini di un equilibrato e corretto allevamento della specie in cattività, bisogna ricorrere a mangime principalmente vegetale, utilizzando anche alghe finemente tagliuzzate, non provenienti necessariamente dall'habitat marino.
Alimenti sostitutivi o integrativi possono essere verdure, quali broccoli, spinaci, zucchine e piante acquatiche tenere.
Un ingrediente supplementare è il mangime secco commerciale di origine vegetale in granuli o scaglie.
La somministrazione di mangime animale (gamberetti, polpa di granchi, molluschi, artemie, ecc. ) non è da escludere a priori, ma è assodato che i risultati migliori si ottengono con l'ausilio di mangime di tipo vegetale.
Risentono della classica patologia dei puntini bianchi. Ma se la fase iniziale da esito positivo, l'allevamento non presenta più alcun problema.
Tali esemplari sono dei buoni nuotatori e pertanto necessitano di una vasca capiente munita di molti rifugi, importanti per evitare il contatto troppo ravvicinato con i pesci ospiti.
Acanthurus leucosternon è particolarmente ostile nei riguardi degli esemplari della stessa specie e di quelle affini, quali Acanthurus japonicus, Acanthurus glaucopareius e Acanthurus achilles.


Caratteristiche fisiche
La corporatura è piuttosto elevata e schiacciata sui fianchi; il profilo del muso è ondulato ed è presenta una bocca minuta caratterizzata da labbra sporgenti.
Caratteristica la colorazione dell'esemplare: la decorazione bianca, all'altezza della gola contrasta efficacemente con la colorazione nerastra del muso; un cromatismo blu carico decora il fianco, e una fascia gialla caratterizza l'area dorsale fino al peduncolo caudale; la coda è contrassegnata da una mezzaluna biancastra contornata da striature nerastre, bordate di una sottile linea bianca.
Tale specie è munita di aculei affilati racchiusi in un solco, ai due lati del peduncolo caudale.
Quando queste lamette lamette sono alzate, costituiscono un valido strumento di offesa e difesa, rendendo particolarmente pericolosi gli attacchi laterali eseguiti con la coda.
Tramite le pinne pettorali, eseguono movimenti natatori di natura ondeggiante, a volte possono raggiungere un'elevata velocità. Questi arti vengono usati per pulire gli occhi e addirittura il capo, caratteristica ravvisabile anche in altri pesci come i Labridi e alcune specie della famiglia Nemipteridae.
Per muoversi in determinate direzioni, gli Acanturidi impiegano la pinna caudale come se fosse un timone.


Dimorfismo
-

Alimentazione
-

Particolartià
Qualora tale specie ingerisca alghe velenose, diventa temporaneamente portatrice dell'intossicazione di ciguatossina.

Temperatura
24-26°C



Densità
1022-1023



Valore pH
8.0-8.3


 
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